L’Argentina si fiderà di un pifferaio magico?

Celia Liliana Melamed è diventata la medium più famosa di Argentina. È tramite lei che Javier Milei può farsi consigliare da Conan, l’amato mastino inglese morto nel 2017. Nella corsa a Presidente nelle elezioni del 22 ottobre (o il 19 novembre in caso di ballottaggio), Javier Milei dice di fidarsi solo di Conan, della sorella Karina e dei quattro mastini nati per clonazione in una clinica del Texas. Poi c’è pure la sua bizzarra capigliatura, diventata un brand, così come è stato per Donald Trump di cui Milei è un grande fan. All’inizio, quando si presentava in tivù come un istrionico fustigatore della casta, occhi azzurri penetranti e raffica di insulti, i capelli erano solo spettinati. Ora glieli cura Lilia Lemoine, che si definisce «cosplayer e influencer, con esperienze nell’informatica e battaglie contro il femminismo e la quarantena» durante il covid. Per il candidato si occupa anche di trucco e shooting fotografici: sogna di fare la portavoce presidenziale, aspira a un seggio al Congresso dove vuole debuttare vestita da Supergirl.
In questo stupefacente reality, Javier Milei si è lanciato nel 2021 diventando deputato e prendendo sempre più la scena, mentre l’Argentina scivolava sotto un’inflazione del 124%, un debito impagabile e un tasso di povertà che ha ingoiato quattro persone su dieci. Ultraliberista, vuole ridurre lo Stato al minimo, tagliare la spesa pubblica e le tasse, privatizzare qualsiasi cosa, sostituire i pesos con i dollari e infine chiudere la banca centrale. Quanto sia fattibile in pochi ci credono, ma intanto spaventa tutti.
Quando parla, sembra perennemente sull’orlo di una crisi di nervi. E gli argentini, che su quell’orlo ci vivono davvero, si sentono compresi. Disprezza i suoi avversari e rastrella voti ovunque, dai sobborghi alle province più remote, tra la classe media e i lavoratori informali e in nero e persino tra chi vive coi sussidi che lui vuole cancellare. A questo punto non conta più ciò che dice, ognuno si costruisce il Milei che gli interessa sentire. Neanche i suoi strali contro Papa Bergoglio sembrano alienargli consensi: lo accusa di difendere la giustizia sociale che lui considera «un furto, un’aberrazione». Intanto, per vice si è scelto Victoria Villarruel (48), avvocata che viene da una famiglia di militari e definisce «figli di terroristi» i parenti delle vittime divorati dalla sanguinosa dittatura tra il 1976 e il 1983. Ultracattolica, vuole abolire la legge sull’aborto e sull’uguaglianza di genere.
Qui spira il vento delle destre radicali che sta spazzando il mondo. Non a caso, a capo della comunicazione Milei ha chiamato Fernando Cerimedo, patron di una holding di media e marketing e già consulente di Jair Bolsonaro. Sotto c’è un nugolo di ventenni che diffondono video su tiktok e youtube, con milioni di visualizzazioni ciascuno. Sopra ci sono le alleanze e il lavorio con impresari e capitale, mentre il centrodestra è spiazzato e il centrosinistra sotto accusa. E intanto lui, Javier Milei, muove l’Argentina come un pifferaio magico.

Vanity Fair

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