Mattia Mascher, il futuro è dei nonni

La pandemia ha svelato uno dei pilastri del nostro welfare: i nonni. Bloccati nelle loro case o esposti alle sferzate del virus, abbiamo scoperto quanto sia vulnerabile quel pilastro. Alla fine, siamo il Paese che da sempre parla in modo ossessivo di famiglia, anche se di politiche familiari ne ha messe in campo ben poche. Abbiamo scoperto (per l’ennesima volta) che il lavoro di cura è affidato a nonni e donne, come se il nostro paese non fosse mai entrato nel XXI secolo.

È sulla trama empirica di questi pensieri che ha preso forma Guida Galattica per nonne e nonni del terzo millennio, scritta da Mattia Mascher per le Edizioni San Paolo (pagg.192, euro 16): «Ho provato a tirare le fila delle esperienze vissute in prima persona da me e dai miei amici e conoscenti. Ho due bambine e so il rapporto speciale che vivono con i loro nonni. E un’esperienza comune: ben la metà dei nonni italiani bada ai nipoti, contro il 28% della media europea. In nessun Paese c’è dunque un legame fra generazioni così forte come nel nostro». Allo stesso tempo, continua Mascher, «Abbiamo il tasso di natalità più basso dall’Unità d’Italia e tutto ci dimostra che buone politiche di welfare fanno la differenza. Il Trentino è un buon esempio».

Trentotto anni, Mattia Mascher vive ad Arco e lavora a Trento nel campo della comunicazione e dell’educazione ambientale: questa sua guida di pratiche sentimentali rivolta ai nonni è una sorta di kit per affrontare in modo consapevole la giostra di regali, cibo, smartphone e giochi. E relazioni umane.

In questo senso, il pamphlet di Mascher gioca su più terreni: il tono leggero delle sue argomentazioni non schiva i temi aspri della insostenibilità dei consumi, la qualità dello stare assieme, gli stereotipi di genere, la vertigine della realtà digitale. E d’altra parte lo sguardo affettuoso sui comportamenti più comuni non lo esime dall’indicare le cattive abitudini da evitare (lui li chiama «colpi bassi»), e così fornisce liste di letture e visioni necessarie.

Cosa possono fare, dunque, questi nonni per diventare 4.0? Prendete la tavola, dove di solito precipita qualsiasi richiesta dei più piccoli, soprattutto se si tratta di chunk-food: «Privilegiate prodotti a km 0, biologici e di stagione. Favorite gli agricoltori e i piccoli allevatori locali. Limitate il consumo di carne, evitando quella da allevamenti intensivi. Fate meno rifiuti e riciclateli tutti». Insomma, siate degli eco-nonni, prima di tutto.

E i regali? Un classico: «Iniziare a togliere dalla nostra lista della spesa qualsiasi cosa “usa e getta”. Un bambino deve giocare molto e avere pochi giocattoli, regalate un’esperienza e qualcosa che avete fatto voi con le vostre mani». E così i vestiti: «Riduciamo, riusiamo, ripariamo».

Insomma, si rizzerà più di un capello bianco o un baffo canuto: «Non voglio peccare di presunzione generazionale – sorride – Ognuno è figlio del suo tempo e se fossi nato negli anni ’40 o ’50 sarei esattamente come loro. Ma oggi noi tutti sappiamo i limiti, i rischi, i pericoli delle nostre scelte e possiamo agire in modo diverso».

Prendete gli stereotipi di genere: a chiunque è capitato, in un negozio per neonati e bimbi, di vedere diviso rigidamente per “maschietti” e “femminucce”. Un ordine sessuale ossessivo scatta fin da subito, per includere ed escludere: «Perché non regalare alle vostre nipotine anche una bella barca dei pirati, un set di archi con le frecce, un kit da esploratore o un muscoloso Spiderman?». E comunque, aggiunge, «regalate il diritto alla noia e la libertà di essere sé stessi». Cita Luis Sepulveda: «Il biglietto per andare da nessuna parte fu un regalo di mio nonno».

Insomma, quello che Mattia Mascher offre ai nonni è una ferramenta dolce e tanto ricorda la lezione di Alexander Langer, col suo «più lenti, più soavi, più profondi». E così questa guida, politica lo diventa, ammette Mascher, «perché suggerisce un’organizzazione del futuro, che è per me il vero significato della politica». Alla fine, il futuro è dei nonni.

Corriere del Trentino | RCS

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