Le donne meraviglia del Castello di Thiene

Un giorno del 1727 Angelica Thiene consegnò al notaio Giovanni Marcantonio Gotti le chiavi dell’archivio e gli ordinò di riordinarlo. Per poterlo fare, aveva dovuto resistere vent’anni in tribunale, contro la famiglia del marito defunto, Giovanni Achille Porto.

Si deve a lei se oggi un tesoro di oltre 18 mila documenti, mappe, bolle, carteggi e scritture è disponibile e in buono stato nel Castello di Thiene, una delle più sontuose ville venete nel cuore della provincia vicentina. L’attuale proprietario, Giacomo di Thiene, tre anni fa ha messo al lavoro (con il supporto di Cariverona) un team di specialisti per fare un inventario digitale e trovare un modo innovativo per renderlo pubblico.

Racconta il proprietario che man mano si inoltravano tra l’XI e il XIX secolo, tanto è custodito in quell’archivio, «affioravano le radici dell’imprenditoria veneta e una genealogia tutta al femminile di donne fuori dagli schemi».

Bianca Nievo, ad esempio, si dedicò in prima persona al commercio della seta tra Lione e Venezia, trattando direttamente con i filatori. Calvinista, eretica per l’Inquisizione, finì «strangolata alla mezza notte del 28 febbraio 1588», si legge. Laura Thiene, invece, gestiva gli affari del marito, Ciro Trissino, figlio di Giangiorgio, il facoltoso protettore di Andrea Palladio: fu lei a puntare sulle «arti meccaniche», investendo in nuove tecnologie.

L’inventario digitale è stato di recente caricato nel portale web della Biblioteca Bertoliana di Vicenza. Nel frattempo, un gruppo di creativi, guidati da Virginia Sommadossi, animatrice di Centrale Fies, prestigioso incubatore di arti performative, ha creato un gioco di carte, illustrate da Giordano Poloni, uno dei migliori illustratori italiani. Ogni carta ha un QR Code che rimanda a storie e materiali d’archivio. Per ora è su facebook, alla pagina di “Archiporto”.

E così, strette nelle loro vesti lussuose, le donne del Castello di Thiene si muovono nel card game con uno sguardo di sfida. Come Maddalena Campiglia, scrittrice ammirata dal Tasso: nel 1580 decise di vivere da sola, nonostante il marito, e lasciò scritto che solo l’amore tra donne «è modo per conservare la purezza».

il Venerdì

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