I Thyssen-Bornemisza sbarcano per la prima volta in Italia e per farlo hanno scelto Venezia. Non sono gli spagnoli, che a Madrid vantano uno dei musei più prestigiosi, ma il ramo austriaco, guidato da Francesca d’Asburgo. E’ sua la TBA21, un hub di ricerca internazionale che fa dialogare artisti e scienziati, attorno ai cambiamenti climatici e a agli oceani in particolare.
Quale miglior posto se non la città sull’acqua? Qui la TBA21 avrà il suo cuore pulsante («Un’ambasciata degli oceani», la definisce l’arciduchessa), mentre la testa resterà a Vienna e i programmi sul campo in Jamaica.
In laguna la Thyssen ha preso in gestione e restaurato un luogo speciale: la Chiesa di San Lorenzo, una delle più affascinanti della città, là dove da sempre si cercano le spoglie di Marco Polo. Chiusa da almeno 100 anni, è stata set di eventi straordinari, come il Prometeo di Luigi Nono nel 1984 e poi il padiglione messicano della Biennale.
L’Ocean Space, così si chiamerà, aprirà i battenti il 24 marzo: a tenerlo a battesimo una matriarca dell’arte contemporanea, l’americana Joan Jonas, con una installazione multimediale (Moving Off The Land II, fino al 29 settembre) e una performance live il 7 maggio.
«Per ora la Chiesa sarà aperta a proiezioni, talk, performance – ci racconta Markus Reymann, direttore della TBA21 – E fra tre anni l’Ocean Space sarà completato»: allestimenti removibili, strutture high-tech e piattaforme di vetro daranno vita a uno spazio flessibile di nuova generazione. L’obiettivo? «Dissolvere le frontiere tra discipline e stringere alleanze con università e centri di ricerca – continua Reymann – Abbiamo tutti bisogno di un approccio radicalmente nuovo tra arte e scienza».
il Venerdì / la Repubblica