L’anno prossimo si celebreranno i 150 anni dall’apertura del Canale di Suez. All’epoca il Khedivè Ismail Pascià, ovvero il viceré d’Egitto, lo inaugura con festeggiamenti sontuosi. Cerca di convincere un ritroso Giuseppe Verdi a scrivergli un’opera e l’Aida andrà alla fine in scena al Teatro de Il Cairo nel 1871. Anche per il banchetto si rivolge a un italiano: Giuseppe Valsé Pantellini. E’ il proprietario di due hotel di lusso, l’Europa ad Alessandria e il Grand Hotel de Il Cairo. Si aspettano centinaia di ospiti, teste coronate, ambasciatori, uomini d’affari.
Valsé Pantellini si mette all’opera. Seleziona 150 cuochi e 400 camerieri. Il Khedivè gli assicura priorità assoluta sulla rete ferroviaria per il trasporto di vivande e attrezzature e allestisce in pieno deserto quello che viene definito «il banchetto del secolo». Fama e onorificenze piovono da mezza Europa.
Di Giuseppe Valsé Pantellini si è persa la memoria, ma il suo nome è legato a una incredibile collezione di antichità egizie che Rovigo può vantare e che solo ora sta per essere valorizzata. E’ lui infatti a far arrivare all’Accademia dei Concordi, un circolo di colti borghesi cittadini, 5 casse con almeno 500 reperti e due mummie (in mostra a Palazzo Roncale, L’Egitto ritrovato, fino al 1 luglio, progetto della Fondazione Cassa di Risparmio). Lo fa tra il 1878 e il 1879, quando le autorità hanno ormai dato una stretta ai traffici di antichità. Ma lui ci riesce grazie a un «permesso di sortita» garantitogli dal Khedivè.
Strana e sorprendente la storia di questo rodigino. Il nonno è un soldato francese arrivato sul Po al seguito di Napoleone. Vacher, si chiama. Si innamora e si stabilisce a Rovigo dove apre un forno. Giuseppe, nato nel 1826, studia al seminario e si infervora coi moti anti-austriaci del ’48. Per sfuggire alla repressione si rifugia in Svizzera: qui diventa intimo amico di un altro esule, il bolognese Pantellini. Morto quest’ultimo, ne chiede il cognome e ottiene un prezioso passaporto svizzero. Arriva in Egitto, che sta ammaliando di esotismo l’Europa. «Il Khedivè sta attraendo investitori europei e giovani intraprendenti – racconta Lino Segantin, che dirige la rivista rodigina Ventaglio90 – Valsé Pantellini inizia come cameriere e diventa ricco albergatore».
Provato, torna in Italia assieme alla moglie nel 1882 e scompare otto anni dopo a Fiesole. La sua collezione dalla terra dei Faraoni ora è tutta da scoprire.
il Venerdì | la Repubblica