«E’ stato qui che il capitano Petit ha lanciato l’idea del Porto a Marghera. Era il 1900. Oggi potremmo ospitare noi le discussioni sui grandi temi della città». Lo immagina così il suo Ateneo Veneto, il neo-presidente Guido Zucconi. La sua elezione avvenuta ieri da parte dei soci segna anche una prima volta: dopo una lunga sequenza di presidenti provenienti dall’Università Ca’ Foscari, Zucconi ha la sua cattedra di Storia dell’architettura allo Iuav, l’altro ateneo lagunare. E forse per questo ci tiene a sottolineare che sarà sua cura «lanciare reti agli altri istituti universitari in grande cambiamento come il Conservatorio o quasi sconosciuti come il Marcianum e la Viu, la Venice International University».
Riceve il testimone fino al 2014 dall’uscente Michele Gottardi, docente di Storia del Cinema, che lascia «un ente in buona salute», sottolinea, con i conti a posto e 500 soci di cui 300 residenti. Chi sono? «Soci curiosi, età media 58 anni, di tutte le professioni – spiega – che hanno in comune un rapporto militante con la cultura e hanno a cuore le sorti della città». E’ Gottardi ad aver affrontato le celebrazioni dei 200 anni dell’Ateneo: «Di sicuro mi sarebbe piaciuto investire di più sui giovani ed avere residenze per ricercatori e visiting professors».
Un impegno che Zucconi ha già assicurato di farsi carico. Su quale orizzonte culturale punterà la nuova presidenza? «Sull’idea della città che si trasforma. – spiega il professore – Possiamo essere in grado di accogliere qui il dibattito sulla mobilità, la sublagunare, il nuovo stadio e il destino del suo porto crocieristico, fuori dalle dispute ideologiche». E aggiunge: «Venezia non sta morendo, sta cambiando radicalmente, dimostrandosi troppo fragile per i compiti e per l’impatto che deve sostenere ogni giorno».
Corriere del Veneto