VENEZIA – Un raggiante Paolo Baratta ha tirato le fila della tredicesima edizione della Biennale Architettura che si chiude oggi a Venezia, nei Giardini e all’Arsenale. Il presidente ha snocciolato una serie di dati: 178 mila visitatori, un incremento del 4,7% rispetto al 2010. 2.253 al giorno. Il 48% giovani e studenti, di cui il 27% arrivati in gruppo. E, infine, un’attenzione straordinaria da parte dei media, con oltre 3000 giornalisti accreditati. «La cosa che più mi ha colpito e che sarà sempre più centrale – ha sottolineato Baratta – è proprio la folla di giovani, sempre più protagonisti non solo delle Biennali d’arte e di architettura, ma ormai anche di musica, un tempo considerato terreno più difficile. E’ un pubblico nuovo, esigente, mobilitato attraverso il lavoro di tanti insegnanti e il bus rosso che ha percorso chilometri di strade nel Veneto, trasportando migliaia di studenti».
I giovani, dunque, asse su cui la Biennale vuole investire, «aumentando il numero di università che partecipano al campus internazionale – ha aggiunto il presidente – affidando loro anche un ruolo chiave nella realizzazione della prossima edizione».
Ma il successo di questa Biennale architettura va anche alla direzione artistica, affidata a David Chipperfield e alla sua idea di commun ground, cioè il terreno comune su cui ha chiamato tutti a confrontarsi. Da qui la presenza di molte crew, più che singoli. Gruppi di lavoro e di ricerca capaci di parlare ad un pubblico vasto e non solo di settore. «E di riposizionare le archistar sulle forme dell’architettura e la dimensione etica e sociale», ha chiosato Baratta.
Chipperfield, da parte sua, ha evidenziato come «sin dall’inizio abbiamo voluto dare importanza a quello che abbiamo in comune e riaffermare l’esistenza di una cultura architettonica, fatta non solo di singoli talenti ma da una ricca continuità di idee diverse unite in una storia condivisa. Architettura è anche collaborazione e dialogo tra società e architetti, è l’impegno di condividere il nostro common ground con gli altri».
Corriere del Veneto