VENEZIA – Dopo la cerimonia di insediamento in Basilica, il nuovo Doge attraversava la piazza in trionfo. Gli arsenalotti si facevano strada tra folla con lunghe pertiche. E intanto lui lanciava al popolo monete d’oro e d’argento, coniate per l’occasione.
Canaletto disegnò con cura questa scena, per farla poi incidere da Giambattista Brustolon. Fu Ludovico Furlanetto, uno dei più conosciuti editori e mercanti di stampe veneziani, a curare la prima edizione nel 1768 di un ciclo di incisioni, all’inizio sei, poi raddoppiate. Da allora, le matrici – custodite al Museo Correr – diedero alla luce copie preziose che ebbero una grande fortuna, fino a metà ‘800, in tutta Europa.
Dal 24 febbraio al 6 maggio saranno visibili al pubblico, a Palazzo Ducale, grazie ad una esposizione curata da Filippo Pedrocco e Camillo Tonini. Feste Ducali, così il titolo, ci permetterà di osservare, con una strepitosa dovizia di dettagli, i grandi appuntamenti di feste civiche e religiose della Serenessima. Dal ricevimento di ambasciatori, nunzi e legati nell’impressionante Sala del Collegio, all’incoronazione del Doge. E, ancora, lo sposalizio con il mare e la festa del giovedì grasso, il Corpus Domini e le visite alla Salute.
Canaletto documentò con virtuosismo abiti e gesti, luoghi ed atmosfere. Raccontano i curatori che Furlanetto vendette le prime stampe al prezzo di 4 lire. Furono i Riformatori dello Studio di Padova ad ottenere i diritti di vendita per i primi vent’anni. La prima fu venduta al collezionista Pier-Jean Mariette. Il Comune di Venezia le recuperò da Mrs. Mary Ongania nel 1955, per due milioni di lire, residui attivi alla voce ‘restauri’.
il Corriere del Veneto